La mosca dell’olivo
Nemica di molti produttori

U.N.A.P.OL.

L’olivo è una pianta antica e nobile, i cui frutti ci donano una delle eccellenze per cui il nostro Paese si distingue nel mondo.
Eppure anche l’olivo ha un nemico: uno dei pericoli più temuti di questi alberi di per sé resistenti e longevi è la mosca dell’olivo, che può arrivare per sino a compromettere i risultati qualitativi e quantitativi della produzione di olio.

Quindi, oltre che nemica delle piante, la mosca dell’olivo è nemica anche di molti produttori di olio, che possono rischiare di vedere compromesso il frutto di un intero anno di lavoro.

La mosca dell’olivo, Bactrocera oleae, è un fitofago. Il suo intero ciclo biologico, uovo-larva-pupa-adulto, si compie all’interno delle drupe di olivo. Le “gallerie” scavate nella polpa delle olive provocano la fuoriuscita dell’olio dai vacuoli. Le conseguenze possono essere disastrose per il raccolto finalizzato alla produzione di olio. Un olio prodotto con olive attaccate dalla Bactrocera oleae ha un elevato grado di acidità, ha un alto numero di perossidi, un alto valore K232 e può persino andare incontro all’avvio di fermentazioni che portano all’insorgenza di gravi difetti organolettici.

Inoltre la Bactrocera oleae può arrivare a richiedere costanti interventi di difesa, a partire dalla tarda primavera, quando fa la sua prima comparsa in concomitanza con la fase di allegagione, per arrivare al momento in cui è maggiormente pericolosa, cioè durante la fase dell’ingrossamento della drupa, cioè fra fine giugno e metà luglio. Questa necessità ripetuta di interventi può impedire l’applicazione di metodi di coltivazione biologici.

Come ci si libera della mosca dell’olivo?


Per sbarazzarsi della mosca dell’olivo si deve partire con un accurato monitoraggio, in modo da stabilire, dove e quando necessario, il tipo di intervento migliore da praticare.

Il monitoraggio avviene tramite due modalità:

• l’installazione di trappole a feromone, 3 per ettaro di superficie dell’oliveto e la lettura settimanale al fine di seguire l’andamento del volo degli adulti;

• determinazione settimanale della percentuale di infestazione attiva delle drupe – uova, larve di I e II età, prelevando un campione di 100 drupe/Ha – 10 olive scelte a caso dalla chioma di 10 piante


L’analisi del campione di olive permette di stabile a quale livello sia giunta l’infestazione ed è utile per determinare il tipo di trattamento da praticare: prodotti ad azione repulsiva sulle ovideposizioni e/o ad effetto battericida, sistemi Attract and Kill, trattamenti preventivi o adulticidi, trattamenti curativi o larvicidi. Tranne quest’ultimo, gli altri trattamenti sono tutti consentiti in regime di agricoltura biologica.




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