La Vita di un Albero di Olivo
Sempreverde e longeva

U.N.A.P.OL.

L’olivo è una pianta antichissima e molto longeva – in alcuni oliveti del Sud Italia possiamo trovare esemplari addirittura millenari.

È una specie sempreverde, con un’attività vegetativa continua, che rallenta solo per brevi periodi.

Le sue dimensioni sono variabili: può raggiungere anche i 20 metri di altezza, anche se attualmente si tende a modellarlo, per praticità, in dimensioni più contenute.
Il suo tronco naturalmente contorto è simbolo di forza e longevità e il suo legno è fra i più pregiati e resistenti.

L’apparato radicale non va molto in profondità – entro il metro – ma si estende molto orizzontalmente.

Le foglie si trovano opposte sui rami, sono di forma ellittica, piuttosto coriacee, di colore verde scuro nella pagina superiore e bianco-argenteo in quella inferiore.
I fiori dell’ulivo sono di tipo ermafrodito, piccoli, di colore bianco e si trovano riuniti in infiorescenze a grappolo chiamate mignole.

Le gemme sono di due tipi, ascellari o apicali: queste, dopo il riposo vegetativo, si differenziano in gemme a fiore/frutto, a legno, miste.

olive mature

Il frutto dell’olivo è una drupa, formata da una polpa che contiene l’olio e da un duro nocciolo di consistenza legnosa.

Le fasi fenologiche dell’olivo


Le fasi fenologiche sono comuni a tutte le varietà di olivo, anche se possono presentarsi delle lievi differenze fra una varietà e l’altra e a causa delle condizioni climatiche differenti:

• riposo vegetativo-gemme invernali – dicembre-gennaio

• gemme gonfie, gemme aperte, differenziazione, sviluppo foglie, accrescimento germoglio – ripresa vegetativa in febbraio

• comparsa grappoli fiorali, rigonfiamento bottoni fiorali, differenziazione corolla – mignolatura da metà marzo

• inizio fioritura 5% – inizio maggio

• fioritura 50% – da metà maggio

• inizio allegagione – fine maggio-giugno

• accrescimento frutto post-allegagione – da metà giugno

• indurimento del nocciolo – luglio

• accrescimento frutto – agosto-settembre

• inizio invaiatura – fine settembre

• invaiatura – da ottobre a dicembre

• maturazione completa/olive nere – novembre-dicembre


Quanti anni vive un olivo?


Abbiamo già detto che l’olivo è molto longevo. La sua lunga vita si suddivide in più fasi: la prima fase è di allevamento, in seguito alla messa a dimora, che dura più o meno 4 anni; c’è poi una fase giovanile, con produzione crescente, fino agli 8 anni di vita; dall’ottavo anno fino ai 50 è nella maturità, con rese produttive stabili ed elevate; dai 60 anni inizia l’età dell’invecchiamento.

olive verdi

Qual è il clima giusto per l’olivo?


L’albero d’olivo è tipicamente coltivato dell’area del Mediterraneo.
È una specie termofila, ovvero che ama vivere in ambienti caldi e temperati, ed eliofila, ossia che ha bisogno dei raggi solari e che necessita di un’esposizione soleggiata.
Allo stesso tempo, però, teme le temperature troppo alte e la siccità, così come anche quelle troppo basse, soprattutto in relazione alle varie fasi fenologiche.

Il terreno ideale per l’olivo


L’olivo è caratterizzato da una buona adattabilità. I migliori risultati, comunque, si ottengono coltivando su terreni di medio impasto, franco-sabbiosi, franco-limosi, argillo-limosi o franco-argillo-limosi. Il pH ideale dovrebbe essere compreso tra 6,8 e 7,5.

Questa tipologia di terreni offre un buon equilibrio in termini di areazione, permeabilità e assorbimento idrico.

Sono da evitare, invece, i terreni pesanti e asfittici, che danno luogo a ristagno idrico.

Il sesto di impianto
Il sesto di impianto è determinato, in poche parole, dalla distanza fra una pianta e l’altra e fra una fila di piante e l’altra.
Queste distanze, idealmente calcolate su forme quadrate o rettangolari, vengono calcolate in base a vigoria della varietà di olivo che si pianta, alla forma di allevamento prescelta e alle condizioni pedo-climatiche del terreno.
L’obiettivo principale è quello di evitare che le chiome degli alberi si tocchino fra di loro una volta che le piante saranno adulte. Infatti, quando ciò accade, le piante corrono vari rischi, fra cui l’eccessivo ombreggiamento e una maggiore probabilità di attacchi da parte di parassiti e patogeni, mentre per l’olivicoltore può rappresentare una maggiore difficoltà durante le operazioni di potatura e raccolta.
In generale, quindi, si opta per sesti di impianto ampi, sempre ottimizzando, comunque, gli spazi a disposizione.
Anche l’orientamento dei filari di piante ha una sua rilevanza: per garantire un’illuminazione più uniforme possibile, il giusto orientamento è Nord-Sud.
Qual è il momento migliore dell’anno per impiantare un nuovo oliveto? Nelle zone molto calde, il periodo migliore è l’autunno o l’inizio dell’inverno, evitando i periodi più freddi; nelle aree dal clima di per sé più freddo, invece, è meglio impiantare l’ulivo a primavera, in modo da evitare il rischio di gelate.



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