L’Olio del Lazio
Che dovresti provare assolutamente

U.N.A.P.OL.

La coltivazione dell’olivo è molto diffusa nel Lazio e a questa corrisponde una buona produzione di olio.
L’olio del Lazio, però, non conosce ancora, purtroppo, i fasti dei più blasonati oli toscani o pugliesi, nonostante sul territorio laziale siano presenti ben quattro produzioni insignite della DOP, Denominazione di Origine Protetta: questi oli DOP dimostrano l’esistenza di una tradizione produttiva antica e consolidata, in cui la provenienza certa e riconoscibile si lega a standard di produzione di assoluta eccellenza.

Troviamo allora consono dare all’olio del Lazio il giusto risalto che merita e vogliamo farti conoscere gli oli che dovresti provare assolutamente.

Canino DOP


Il disciplinare prevede, per la produzione di questo olio, l’utilizzo di olive di varietà Caninese, Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio.

La zona di produzione è situata nella provincia di Viterbo e comprende i comuni di Canino, Arlena, Cellere, Ischia di Castro, Farnese, Tessennano, Tuscania e Montalto di Castro.
Il Canino DOP è un olio dal forte carattere, che si contraddistingue per un notevole equilibrio tra amaro e piccante. Presenta anche una buona aromaticità finale, che ricorda le erbe tipiche del territorio.

Tuscia DOP


Secondo il disciplinare, le cultivar destinate alla produzione di olio Tuscia DOP sono Frantoio, Caninese e Leccino.

La zona di produzione è sempre nella provincia di Viterbo e comprende un’area molto vasta – i comuni di Acquapendente, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S.Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Civita Castellana, Civitella d'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro, Montefiascone, Monteromano, Nepi, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, S. Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa S. Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano.

Il colore di questo olio è verde smeraldo con riflessi dorati. Può essere definito fruttato e tra i suoi punti di forza troviamo l’armonia e la versatilità, date da un equilibrio particolarmente spiccato fra amaro e piccante.

Sabina DOP


Le varietà di olivo previste dal disciplinare per la produzione di olio Sabina DOP sono Carboncella, Leccino, Raja, Pendolino, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Salviana, Olivago e Rosciola.

La zona di produzione è molto ampia e si estende fra la provincia di Rieti e quella di Roma: tutto o in parte il territorio amministrativo di Cantalupo in Sabina, Casaprota, Casperia, Castelnuovo di Farfa, Collevecchio, Configni, Cottanello, Fara Sabina, Forano, Frasso Sabino, Magliano Sabina, Mompeo, Montasola, Montebuono, Monteleone Sabino, Montenero Sabino, Montopoli in Sabina, Poggio Catino, Poggio Mirteto, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Poggio S.Lorenzo, Roccantica, Salisano, Scandriglia, Selci, Stimigliano, Tarano, Toffia, Torricella, Torri in Sabina, Vacone, Guidonia Montecelio, Fonte Nuova, Marcellina, Mentana, Monteflavio, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina, Sant'Angelo Romano, San Polo dei Cavalieri, Roma.

L’olio Sabina DOP è di colore giallo verde; al naso è fruttato e all’assaggio risulta altrettanto piacevole, vellutato e aromatico.

Colline Pontine DOP


Per questa DOP il disciplinare prevede l’impiego di olive di varietà Itrana tra il 50 e il 100% con la possibilità di aggiunta di Frantoio e Leccino.

La zona di produzione spazia dai comuni di Aprilia, Bassiano, Campodimele, Cisterna di Latina, fino a Cori, Fondi, Formia, Itri, Lenola, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Norma, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Rocca Massima, Roccasecca dei Volsci, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Spigno Saturnia, Terracina.

L’olio Coline Pontine DOP alla vista appare di un verde intenso che vira al giallo dorato in maturazione. Al naso sa nettamente di oliva, ma anche di pomodoro ed erba fresca. Straordinario è il rapporto tra amaro e piccante, mai eccessivo.




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