Varietà di oliva in Italia
Quante e quali sono

U.N.A.P.OL.

L’oliva, con tutte le sue innumerevoli varietà, è uno dei frutti più preziosi del nostro Paese. Si tratta, per l’Italia, di un patrimonio inestimabile, sotto moltissimi punti di vista: lo è per quanto riguarda la biodiversità botanica, lo è a livello economico – la produzione di olio di oliva in Italia ricopre un ruolo economico importantissimo – e a livello gastronomico, essendo l’olio Extra Vergine d’Oliva – EVO – un prodotto d’eccellenza, sia per noi, consumatori abituali, che per il resto del mondo, dove viene importato con grande successo.

Ma possiamo tranquillamente affermare che l’oliva faccia parte anche del patrimonio sociale e culturale dell’Italia, visto che la maggior parte delle varietà di oliva coltivate nel nostro Paese risalgono all’epoca dell’Impero Romano ed hanno, quindi, attraversato i secoli e la storia.

olive italiane

L’olivo è una pianta fortemente e strettamente legata al proprio luogo di origine, poiché nel corso dei secoli ha sviluppato delle fortissime capacità di adattamento. Ed è anche per questo che continuare a valorizzare le coltivazioni originali, antiche, nel loro ambiente, rappresenta l’unica strategia per la loro salvaguardia.
Inoltre, in questo modo vengono messe in risalto le singole peculiarità di ogni cultivar e le varie tipicità dell’olio di oliva italiano, che vanta decine di DOP e Igp.
Partiamo allora per questo viaggio attraverso il nostro Paese alla scoperta delle varietà di oliva, regione per regione.

L'Olivo nel Nord Italia


Sul Lago di Garda troviamo la cultivar Casaliva, che dà origine al relativo olio EVO DOP. Troviamo inoltre le cultivar Trepp, Grignan e Favarol, diffuse anche in Trentino.

In Lombardia, invece, intorno al Lago d’Iseo, viene coltivata l’autoctona cultivar Sbresa.

In Liguria troviamo la Taggiasca.

In Friuli si coltiva la Tergeste, da cui si ricava un olio EVO DOP e la rustica e autoctona Bianchera.

Cultivar del Centro Italia


In Centro Italia la regione regina per la coltivazione dell’olivo e per la produzione di olio di oliva di eccellente qualità è la Toscana, nella quale troviamo svariate cultivar impiegate anche nelle produzioni DOP e Igp: Frantoio, Leccino, Moraiolo, Maurino, Santa Caterina e Pendolino.

olive nere

In tutto il resto del Centro Italia, per cui in Umbria, Abruzzo, Marche, Molise, e Lazio, la varietà più diffusa è il Leccino che, abbiamo visto, è originario della Toscana.

Varietà del Sud Italia


Procedendo verso Sud, troviamo Pisciottana, Caiazzana, Carpellese, Olivo da Olio o Minucciola, Rotondella di Salerno in Campania; Caroléa, Ottobratica, Tonda, Cassanese, Grossa di Gerace in Calabria; Maiatica di Ferrandina in Basilicata; Biancolilla, Moresca, Tonda Iblea, Nocellara Etnea, Ogliarola Messinese, Giarraffa e Nocellara del Belice in Sicilia; Bosana, Pizz’ e Carroga, Nera di Gonnos, Nera di Oliena e Tondo di Cagliari in Sardegna.

ramo di oliva

E proprio a Sud troviamo la prima regione italiana per la coltivazione degli ulivi e per la produzione di olio, la Puglia, dove morfologia del territorio e condizioni climatiche e atmosferiche sono quelli ideali alle piante e che fanno sì che il prodotto ottenuto sia di qualità eccelsa. Le varietà più diffuse sono la Bella di Cerignola, la Sant’Agostino o Grossa di Andria, la Perenzana, la Ogliarola Barese o Cima di Bitonto, la Ogliarola del Gargano, la Coratina, la Nociara, la Ogliarola Salentina, la Cellina di Nardò.






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